Lunedì 14 Maggio 2018 - 21:15

Inaugurata ambasciata Usa a Gerusalemme. Strage di palestinesi a Gaza

E' stato il giorno più sanguinoso nella regione dal 2014. Israele e Casa Bianca: "Responsabilità è di Hamas"

Tensioni a Gaza per l'apertura dell'ambasciata americana a Gerusalemme

Strage di palestinesi nella Striscia di Gaza, nel giorno più sanguinoso nella regione dal conflitto israelo-palestinese dell'estate 2014. I soldati israeliani hanno ucciso 52 palestinesi, tra cui otto bambini, e ne hanno feriti oltre 2.400, nelle proteste alla frontiera tra l'enclave costiera e lo Stato ebraico. Un "massacro", l'hanno descritto leader palestinesi e varie organizzazioni, le cui immagini diffuse dai media di tutto il mondo stridono con quelle della patinata ed elegante cerimonia che si è svolta in parallelo a poche decine di chilometri di distanza. Qui, a Gerusalemme, gli Stati Uniti hanno inaugurato alla presenza di 800 ospiti internazionali la loro nuova ambasciata, trasferita da Tel Aviv alla città contesa.

Il trasferimento, che era stato annunciato a dicembre, ha riacceso la rabbia dei palestinesi, che dal 30 marzo manifestano rivendicando il diritto di tornare nelle terre che erano loro proprietà o in cui vivevano prima della creazione dello Stato ebraico, settant'anni fa. E mentre i palestinesi ricordano la naqba (la catastrofe) del loro esodo nel 1948, Israele celebra l'anniversario della sua fondazione. Stimati dalle forze armate israeliane in 40mila, i dimostranti si sono radunati vicino alla barriera di separazione. Con i nuovi morti, i palestinesi uccisi dagli spari dei militari dall'inizio delle proteste sono così diventati 106, oltre a migliaia di feriti. Tra gli israeliani non c'è stata nessuna vittima. Intanto, l'aviazione dello Stato ebraico ha anche detto di aver bombardato cinque obiettivi di una struttura di Hamas nell'enclave, mentre un aereo militare e un tank hanno colpito altri due obiettivi dell'organizzazione palestinese. I media per tutto il giorno hanno mostrato immagini del confine, con una spessa coltre di fumo causata dal rogo di pneumatici e giovani uomini trasportati su barelle.

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Il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha accusato Israele di aver commesso "massacri" e ha annunciato un giorno di sciopero generale e tre giorni di lutto. E a proposito dell'ambasciata americana, l'ha definita un "nuovo insediamento" dei coloni. Amnesty International ha parlato di "orrenda violazione" dei diritti umani, Human Rights Watch di "bagno di sangue". L'Alta rappresentante per la politica estera dell'Unione europea, Federica Mogherini, ha chiesto a "tutti" "la massima moderazione", e Londra e Parigi hanno chiesto anch'essi "calma". Il Kuwait ha chiesto per domani una riunione urgente del Consiglio di sicurezza Onu per discutere la situazione, condannando le violenze. Per domani sono intanto in programma nuove proteste.

Ma il premier israeliano Netanyahu ha rivendicato l'uso della forza contro i "terroristi" di Hamas, affermando che "ogni Paese ha l'obbligo di difendere il suo territorio". La Casa Bianca ha assunto la stessa posizione, affermando che la responsabilità delle violenze sia di Hamas, che "sfrutta cinicamente" la situazione e "porta alle morti", mentre Israele "ha diritto a difendersi". Prima, il premier israeliano aveva parlato all'inaugurazione dell'ambasciata americana, che è proseguita senza interruzioni nonostante le drammatiche violenze in corso nell'enclave. Vi erano presenti tra gli americani anche la figlia del presidente Trump, Ivanka, il genero Jared Kushner, il vice segretario di Stato James Sullivan e il segretario al Tesoro Steve Mnuchin. Netanyahu si è rivolto all'americano, dicendogli che oggi "ha fatto la storia", e aggiungendo: "Siamo a Gerusalemme e siamo qui per restare". Trump è intervenuto in videoconferenza alla cerminonia, affermando che gli Stati Uniti sono "pienamente impegnati per un accordo di pace duraturo".

 

 

Scritto da 
  • Agnese Gazzera
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